Ca’ Nostra, il progetto «Siamounagrandefamiglia»

Esperienza pilota in Italia: cohousing per anziani con deficit cognitivo
In via Matilde di Canossa convivono pazienti, parenti e assistenti

A Modena, al numero 17 di via Matilde di Canossa, c’è il primo co-housing (coabitazione) per anziani con deficit cognitivi e/o patologie dementigene, progetto pilota a livello italiano. Si chiama Cà Nostra, nato nel 2014 da un’idea dell’Associazione G.P. Vecchi di Modena e supportata dal Dr. Fabbo, oggi Direttore Sanitario AUSL di Asti, già direttore sociosanitario Ausl di Modena e direttore della struttura complessa di Geriatria Ausl di Modena, che alcuni anni prima aveva scoperto progetti simili in Danimarca e Germania, Paesi all’avanguardia con il sistema di welfare.

Il termine “cohousing” indica la condivisione di spazi comuni e di servizi per fare sperimentare, ai residenti, esperienze di autonomia, relazioni e di stabilità, oltre ai benefici della socializzazione dati dal vivere in piccola comunità. La demenza è una sindrome caratterizzata da deficit cognitivo e perdita di autonomie, che possono comportare l’insorgenza di disturbi del comportamento, mettendo a dura prova il caregiver.

Nella Provincia di Modena sono circa 11.434 le persone con demenza, con una prevalenza del 26,8 per mille abitanti. Si stimano circa un milione di affetti in Italia, con un costo per la collettività di circa 70.000 euro all’anno per persona. Nel 2022 sono state 1.808 le persone con demenza ricoverate presso l’AOU di Modena. La diagnosi di disturbi cognitivi e demenza pone le famiglie di fronte a problematiche complesse, alle quali si aggiunge lo stress personale dei caregiver che devono assistere una persona con demenza.

L’Associazione G.P. Vecchi Odv di Modena supporta le famiglie attraverso attività specifiche, talune in collaborazione col CDCD (Centro Disturbi Cognitivi e Demenze dell’Ausl di Modena), e la Comunità familiare Cà Nostra è una di queste. «Caratteristica di Cà Nostra è la gestione della comunità in capo alle famiglie, che partecipano alle attività quotidiane e all’organizzazione interna, comprese le spese della casa, di cui i familiari hanno le chiavi – spiega Laura Valentini, fondatrice e Vicepresidente della Comunità familiare Cà Nostra –. L’obiettivo è quello di creare benessere per tutti gli attori coinvolti: le persone con demenza, le assistenti che ci lavorano e i familiari. Il nostro appartamento, di proprietà del Comune e ristrutturato con i fondi della Fondazione Modena e il coordinamento da parte di CSV Terre Estensi di Modena, è in affitto calmierato, ma al momento non è fruibile nessun bonus o agevolazione fiscale applicabile ai cohousing, come si avrebbe invece se si restasse a casa propria».

Attualmente a Cà Nostra convivono fino a cinque o sei anziani con la demenza. «Gli inquilini dividono gli spazi, compresa la camera da letto. Per questo è fondamentale garantire il riposo durante la notte e la compatibilità di eventuali disturbi comportamentali per tutelare l’equilibrio della comunità».